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hello Gubbio

hello Gubbio è un saluto amichevole, un invito a lasciarsi sorprendere, a perdersi tra vicoli di pietra e panorami unici, a respirare la storia millenaria che si intreccia con il ritmo lento della vita quotidiana.
È il nostro modo di dire “benvenuto” a chi arriva con occhi curiosi e tanta voglia di scoprire.
Perché Gubbio è arte, cultura, natura e tradizioni antiche, ma anche profumo di cucina autentica.
Con questa guida vogliamo accompagnarti alla scoperta della città e dei suoi luoghi più evocativi.
Che tu sia qui per un giorno o per una settimana, hello Gubbio sarà il tuo compagno di viaggio.

punti d’interesse

La chiesa della memoria francescana

Affacciata su Piazza Quaranta Martiri, la Chiesa di San Francesco sorge sui terreni della famiglia Spadalonga, che accolse il santo dopo la sua rinuncia ai beni paterni. Qui, nel 1206-07, Francesco ricevette il primo saio, dando origine all’iconico abito francescano. Per celebrare questo legame, Gubbio eresse nel 1255 un grande complesso conventuale. L’architettura gotica della chiesa presenta una facciata incompiuta con un elegante portale e un rosone, mentre le tre absidi poligonali sul retro si distinguono per le sottili monofore. All’interno, le tre navate sono sorrette da 14 colonne ottagonali e le volte a crociera, aggiunte nel XVIII secolo, slanciano la struttura. Nonostante la perdita di molti affreschi, le absidi conservano opere straordinarie: le Storie della Vita della Vergine di Ottaviano Nelli (XV secolo), Cristo in trono con i Santi (XIII secolo) e scene della vita di San Francesco. Un luogo che racconta l’anima francescana di Gubbio, tra arte, storia e spiritualità.

La Chiesa dei Bianchi: arte e storia nel cuore di Gubbio

La chiesa di Santa Maria dei Laici, nota anche come “chiesa dei Bianchi”, si trova nel centro di Gubbio ed è parte di un complesso monumentale sorto nel XIV secolo grazie alla Confraternita dei Laici. In origine includeva anche un ospedale, poi unificato con altri della città nel XVI secolo. La chiesa, ristrutturata nel 2010, presenta una struttura su due livelli, con una cripta affrescata e un’aula di culto a navata unica. Ha subito trasformazioni in epoca barocca, con aggiunte architettoniche e decorative. Tra le opere d’arte spiccano un ciclo pittorico di Felice Damiani, una Madonna lignea trecentesca e un’Annunciazione di Federico Barocci, completata dal suo allievo.

Un esempio di architettura preindustriale

Affacciato su Piazza Quaranta Martiri, l’edificio lungo e porticato adiacente alla chiesa di Santa Maria dei Laici fu originariamente costruito nel 1326 come sede dell’ospedale di Santa Maria, voluto dall’omonima confraternita. Nel 1505, con l’unificazione di altri ospedali cittadini, assunse il nome di “Spedal Grande” e rimase in funzione fino al 1628. Sulla facciata è ancora visibile un affresco del 1473 raffigurante la Madonna tra i santi Pietro e Paolo, opera di un allievo di Nelli. Già nel XV secolo, l’Arte della Lana desiderava costruire sopra l’ospedale un ambiente coperto per “tirare” i panni, ovvero per asciugare e dare forma ai tessuti. Dopo lunghe controversie, il tiratoio fu realizzato solo all’inizio del XVII secolo. Attualmente la sala convegni recentemente restaurata, ospita mostre ed eventi culturali.

Un’armonia di romanico e gotico

Nel cuore di Gubbio, la Chiesa di San Giovanni, costruita tra il XIII e il XIV secolo, unisce elementi gotici e romanici: la facciata slanciata si contrappone al campanile dalle linee sobrie. L’interno, semplice e armonioso, è caratterizzato da una navata unica con abside quadrata, archi in pietra e colonne binate dai capitelli floreali. Restano solo pochi affreschi dell’antico apparato decorativo. La chiesa è divenuta celebre grazie alla serie TV Don Matteo, dove per anni ha rappresentato la parrocchia del protagonista. Ancora oggi è una meta iconica per i fan e per chi visita la città.

La dimora del patrono di Gubbio

Secondo la tradizione, il palazzo trecentesco in via Baldassini sarebbe stata la casa di Sant’Ubaldo. Oggi di proprietà dell’Università di Perugia e gestito dalla Fondazione Perugia, conserva decorazioni murarie originali e ospita al suo interno spazi per conferenze, lavoro e mostre. Al piano superiore si trova una galleria con oltre trenta opere dedicate al Santo Patrono di Gubbio, realizzate tra il XVI e il XIX secolo, e una preziosa collezione di dipinti e maioliche dei secoli XVII-XX. La Casa è oggi un centro culturale e museale, punto di riferimento per la comunità eugubina.

Il simbolo di Gubbio

Il Palazzo dei Consoli, imponente simbolo di Gubbio, svetta con la sua elegante struttura gotica del XIV secolo nel cuore della città. Costruito a partire dal 1332 come espressione del potere comunale, fu progettato da Angelo da Orvieto e completato con il contributo di Matteo di Giovannello, detto Gattapone. La sua posizione centrale, affiancata dalla realizzazione dell’ardita Piazza Grande, riflette l’ideale medievale di unità civica. Al suo interno si svolgeva la vita politica del libero comune, con la Sala dell’Arengo, gli uffici del Capitano del Popolo e le residenze dei magistrati. Il palazzo, sorprendentemente moderno per l’epoca, era dotato di cappella, servizi igienici e un acquedotto interno. Ancora oggi affascina per la sua maestosità e per la storia che custodisce tra le sue mura.

La piazza pensile più grande d’Europa

Questa piazza unica, incastonata a metà collina e sostenuta da maestose arcate medievali, sembra galleggiare sui tetti rossi della città, regalando la sensazione di trovarsi su una terrazza naturale affacciata sull’Umbria.
Vero e proprio cuore pulsante di Gubbio, Piazza Grande rappresenta una delle più riuscite opere di urbanistica medievale ed è tra le più grandi piazze pensili mai costruite. L’ambizioso progetto fu deliberato nel 1321 ma solo nel 1482 l’opera fu conclusa. L’immensa piazza abbraccia simbolicamente i quartieri cittadini (S. Andrea, S. Giuliano, S. Martino e S. Pietro), rispondendo così perfettamente al proposito funzionale per cui era stata pensata. Ogni suo angolo parla di storia, convivialità e tradizioni, raggiungendo il massimo splendore con la spettacolare e unica Festa dei Ceri. Al tramonto, quando la luce dorata accarezza la pietra chiara, Piazza Grande diventa un suggestivo ed inimitabile teatro naturale: il momento perfetto per scattare foto, condividere un aperitivo o semplicemente lasciarsi incantare dalla sua bellezza senza tempo.

Il palazzo del Duca Federico

Di fronte al Duomo sorge un raffinato palazzo rinascimentale voluto da Federico da Montefeltro e realizzato dal 1476 su progetto di Francesco di Giorgio Martini. L’edificio ingloba strutture medievali preesistenti, ancora visibili sul lato a valle, e si sviluppa attorno a un elegante cortile interno. Il piano terra è definito da arcate e colonne sottili, mentre il piano superiore presenta finestre architravate e lesene. Il palazzo include anche un suggestivo giardino pensile, affacciato sul Palazzo dei Consoli, collegato al corpo principale da un “voltone” sopra il quale si trova un salone con un affresco votivo di Orlando Merlini. Oggi è possibile visitare alcune sale storiche, i sotterranei con reperti archeologici, una copia dello studiolo di Federico da Montefeltro e mostre temporanee.

Duomo e Museo Diocesano: cuore spirituale e scrigno d’arte sacra

Il Duomo di Gubbio, dedicato ai Santi Mariano e Giacomo, svetta nella parte alta della città con la sua maestosa architettura gotica del XII secolo. La facciata sobria, il grande rosone e gli interni essenziali evocano un’atmosfera solenne, arricchita da preziose opere d’arte rinascimentali e sculture lignee. A pochi passi si trova il Museo Diocesano, che raccoglie secoli di storia della spiritualità eugubina attraverso una straordinaria collezione di arte sacra: calici, reliquiari, mitrie, paramenti liturgici e raffinati oggetti in oro e argento, esposti nelle suggestive “salette del tesoro”. Insieme, Duomo e Museo offrono un’immersione profonda nella tradizione religiosa e artistica del territorio, testimonianza viva dell’influenza della Chiesa sulla cultura dell’Umbria medievale e rinascimentale.

Un parco in stile inglese nel cuore di Gubbio

Il Parco Ranghiasci è un affascinante giardino ottocentesco incastonato tra il centro storico di Gubbio e le pendici del Monte Ingino. Voluto dal marchese Francesco Ranghiasci e ispirato ai modelli dei parchi inglesi, venne realizzato tra il 1831 e il 1849 con l’intento di creare un raffinato paesaggio romantico, ricco di scorci panoramici, viali alberati, edifici neoclassici e suggestive rovine medievali. Il progetto fu influenzato anche dalla moglie inglese del marchese, Matilde Hobhouse. Il parco ospita una ricca varietà di alberi, tra cui lecci, tigli, ippocastani e aceri, e conserva elementi unici come il tempietto, la torre medievale e il villino padronale. Oggi rappresenta un prezioso polmone verde cittadino e un raro esempio di parco paesaggistico storico nel cuore dell’Umbria.

Diventare “Matto di Gubbio”

Nel cuore di Gubbio, il Palazzo del Bargello, elegante edificio gotico del XIV secolo, ospita l’Esposizione Permanente della Balestra, dedicata al celebre Palio della Balestra che ogni anno anima la città con atmosfere medievali. Di fronte al palazzo si trova la Fontana dei Matti, protagonista di una simpatica tradizione: chi compie tre giri di corsa intorno ad essa, sotto lo sguardo di un eugubino, ottiene il titolo di “matto onorario” e può persino ricevere l’apposita “patente da matto”.

La bellezza dello stile romanico e il set di Don Matteo

La Chiesa di San Marziale è una piccola e antica chiesetta romanica situata ai margini del centro storico di Gubbio, vicino alla Porta Vehia. Risalente al XII secolo, fu annessa nel 1533 al monastero omonimo. L’edificio, semplice e sobrio, presenta due navate divise da colonne e custodisce un pregevole dipinto di Benedetto Nucci. Divenuta nota al grande pubblico grazie alla serie Don Matteo, è stata usata come set per le riprese interne della Chiesa di San Giovanni.

Una tappa fondamentale per gli amanti dell’arte sacra

Costruita tra il 1251 e il 1294 accanto al convento agostiniano ancora esistente, la Chiesa di Sant’Agostino è uno scrigno di arte e spiritualità nel cuore di Gubbio. L’interno, a navata unica con archi cinquecenteschi, ospita numerose opere di pittori locali, tra cui Ottaviano e Virgilio Nucci. Di particolare rilievo sono gli affreschi tardo-gotici di Ottaviano Nelli con le Storie di Sant’Agostino e il Giudizio Universale. La chiesa custodisce anche dipinti di Felice Damiani, Michelini, Baldassini e altri artisti umbri, rendendola una tappa imperdibile per gli amanti dell’arte sacra.

La chiesa, la tomba della lupa e la Festa dei Ceri

La chiesa di San Francesco della Pace è legata all’Università dei Muratori Scalpellini e Arti Congeneri, che ne cura la tradizione. Questo piccolo luogo sacro riveste un ruolo centrale nella celebrazione della Festa dei Ceri, di cui l’Università è custode: al suo interno vengono nominati i Capitani della Festa e sono conservate le statuette dei santi Ubaldo, Giorgio e Antonio, che saranno poi collocate in cima ai Ceri. L’edificio sorge sopra la grotta dove, secondo la tradizione, visse la lupa domata da San Francesco. Il nome “della Pace” le fu attribuito nel 1584, quando fu trasferita qui dalla Chiesa della Vittorina la pietra – oggi utilizzata come altare – su cui il Santo tenne un discorso dopo l’ammansimento dell’animale. Nella cripta si trova anche la pietra che un tempo copriva la tomba della lupa.

La chiesa più antica di Gubbio

San Pietro è la chiesa più antica di Gubbio e, già in epoca altomedievale, rappresentava uno dei principali luoghi di culto della città. Accanto sorgeva un’abbazia benedettina fondata nell’XI secolo, seguita nel 1519 dai Benedettini Olivetani che trasformarono l’edificio in stile rinascimentale. La facciata riflette diverse epoche: resti di un portico altomedievale, una parte superiore duecentesca e finestre cinquecentesche. L’interno, a navata unica con sette archi, custodisce importanti opere d’arte, tra cui il grande organo di V. Beltrami, l’altare di Domenico Valli e dipinti di Tofanelli, Raffaellin del Colle, Brozzi e Allegrini.

Palazzo nobiliare del XV secolo

Situato nel caratteristico quartiere di San Martino, è un antico palazzo nobiliare, risalente al XV secolo. Il palazzo è stato costruito unendo edifici più antichi ed è stato di proprietà della famiglia Beni, tornata a Gubbio in quel periodo dopo un lungo esilio. In questo palazzo vi soggiornarono i papi Martino V nel 1420 e Giulio II nel 1506. Il palazzo è un vero e proprio gioiello architettonico, si fregiava di pregevoli affreschi di Ottaviano Nelli, di cui rimangono alcuni stemmi dipinti nella loggetta del cortile minore e figure allegoriche in una sala del primo piano.  La visita stessa del palazzo oggi sede del Museo Arti e Mestieri rappresenta una sorta di viaggio nel tempo.

Il cuore del Quartiere di San Martino

La Chiesa di San Domenico, tra le più antiche di Gubbio, sorge all’inizio di via dei Consoli ed è documentata fin dall’XI secolo. Originariamente dedicata a San Martino, fu ampliata dai Domenicani nel Trecento e rimaneggiata nei secoli successivi, fino a subire profonde trasformazioni nel Settecento. L’interno, a navata unica con pianta a croce latina, conserva importanti opere d’arte: affreschi trecenteschi della bottega di Ottaviano Nelli, decorazioni cinquecentesche nella Cappella dei Lombardi, dipinti di Felice Damiani, Giovanni Baglioni e Raffaellin del Colle. Nel coro spiccano gli stalli intagliati e il grande leggio scolpito, capolavoro di ebanisteria attribuito a Mariotto di Paolo Sensi.

Uno dei primi edifici pubblici della città

Il Palazzo Cante Gabrielli fu costruito alla fine del XIII secolo da Cante de’ Gabrielli, Signore di Gubbio e Capitano del Popolo. Tra i primi edifici pubblici della città, servì sia come residenza privata che come sede politica. Dopo la caduta del potere comunale nel 1384, il palazzo passò di mano più volte fino a essere acquistato e restaurato nel 1970 da Dante Minelli. Esempio di gotico umbro, presenta una facciata in pietra grigia con archi e finestre ogivali. Oggi ospita il Museo della Tortura medievale e, davanti all’edificio, si trova una pietra circolare, chiamata “pietrone” o “petrone”, ritenuta uno degli altari umbri citati nelle Tavole Eugubine.

Piccolo gioiello e sede della Confraternita di Santa Croce della Foce

La Chiesa di Santa Croce della Foce è una delle più antiche di Gubbio, costruita nei pressi delle mura romane e lungo l’antica via che collegava la città alla Flaminia e ai grandi luoghi di spiritualità medievali. Ricostruita nel 1262, è legata da sempre alla vita religiosa cittadina ed è sede della Confraternita di Santa Croce della Foce. Dopo anni di chiusura, la chiesa è stata riaperta nel 2021 grazie a un importante restauro. Al suo interno si conserva un suggestivo Crocifisso ligneo del XVI secolo, scolpito secondo la tradizione in un unico tronco di fico, di straordinario realismo e intensità espressiva, probabilmente opera della bottega del “Nero” di Castiglion Fiorentino.

Un piccolo e prezioso teatro ottocentesco

Il Teatro Comunale Luca Ronconi di Gubbio, nato nel 1713 per iniziativa di un’accademia di nobili locali, fu inaugurato nel 1738 e nel corso dei secoli ha subito numerosi ampliamenti e trasformazioni. Rinnovato radicalmente tra il 1840 e il 1862, con la partecipazione di importanti artisti eugubini e italiani, è oggi un raffinato esempio di architettura teatrale ottocentesca, decorato con stucchi, affreschi e un sipario raffigurante il Palazzo dei Consoli. Dopo un lungo restauro, è stato riaperto nel 1985 e nel 2015 è stato dedicato al regista teatrale Luca Ronconi.

La storia della vita sulla Terra

Attraverso spettacolari modelli a grandezza naturale, fossili, calchi, pannelli e contenuti multimediali – come la Quadrisfera di Paco Lanciano – la mostra Extinction racconta la Storia della Vita sulla Terra focalizzandosi sul tema delle grandi estinzioni. Conclude il percorso una sezione sull’intramontabile fascino dei dinosauri e dei mammiferi dell’era glaciale come icone dell’immaginario collettivo e protagonisti assoluti della Pop Culture.

La testimonianza dell’antica Ikuvium romana

L’area che circonda le mura di Gubbio custodisce preziose testimonianze del passato romano della città, quando l’antica Ikuvium si sviluppava nella valle sottostante. Qui sono emersi i resti di un vasto quartiere con eleganti dimore e mosaici, che rivelano l’importanza economica e culturale del tempo. Il Teatro Romano, costruito alla fine del I secolo a.C. e oggi restaurato, è ancora protagonista della vita cittadina grazie a spettacoli ed eventi estivi. Circondato da un ampio prato e un parco giochi, è il luogo ideale per rilassarsi, passeggiare o giocare all’aria aperta. Accanto, un casale rurale ospita l’Antiquarium, che espone reperti archeologici e lo splendido mosaico di Medusa, rinvenuto sul posto.

L’immagine miracolosa della Madonna con Bambino

Appena fuori dalle mura di Gubbio, lungo la strada per Perugia, sorgeva una piccola chiesa cara agli eugubini, che custodiva un’immagine sacra della Madonna con il Bambino, ritenuta miracolosa. I prodigi attribuiti alla Vergine spinsero il vescovo Alessandro Sperelli a promuovere la costruzione di un nuovo tempio, iniziata nel 1662 sul terreno delle Monache di Santo Spirito. Grazie all’intercessione del cardinale Carpegna, fu scelto un progetto ispirato alla celebre chiesa romana di San Carlino alle Quattro Fontane, firmato da Francesco Borromini. I lavori furono diretti da Carlo Perugini, con il supporto dello stesso Borromini da Roma. La nuova chiesa della Madonna del Prato presenta una facciata elegante in pietra locale, arricchita da elementi dorici e corinzi, statue dei beati Sperandio e Gennara, realizzate dagli scultori eugubini Palmerino Muccianti e Biagio Vantaggi.

Qui avvenne l’incontro tra San Francesco e il Lupo

Avvolta dal silenzio della campagna di Gubbio, la Chiesa di Santa Maria della Vittorina è un simbolo di fede e memoria francescana. Fondata nel XIII secolo e donata a San Francesco nel 1213, fu il primo rifugio dei frati minori prima del loro trasferimento in città. Passata poi alle clarisse, la chiesa è legata alla celebre leggenda dell’incontro tra Francesco e il Lupo di Gubbio, ricordato da un’incisione sulla facciata. L’edificio, in pietra a vista, conserva elementi medievali e rinascimentali, come il portale in pietra serena del Cinquecento. All’interno, affreschi di Benedetto Nucci e dieci scene della vita del santo, dipinte nel 1639, raccontano una storia intrecciata di arte, spiritualità e tradizione.

Accoglie il corpo incorrotto del Patrono e i Ceri

In cima al ripido Monte Ingino, che domina dall’alto la città di Gubbio, sorge la Basilica di Sant’Ubaldo, inizio e meta finale della celebre e coinvolgente Festa dei Ceri. Ogni anno, il 15 maggio, tutta la comunità eugubina si riunisce in una corsa dalle origini antichissime, rendendo omaggio al suo santo patrono, Ubaldo, il cui corpo è custodito all’interno della basilica in un’urna di bronzo.
Dietro la sobrietà essenziale della sua facciata, si apre un interno sorprendente per ricchezza e fascino, suddiviso in ben cinque navate culminanti in un’abside semicircolare. Affreschi dal XVI al XVIII secolo ne impreziosiscono le pareti, creando un’atmosfera intensa e suggestiva. L’attuale edificio, costruito su preesistenze medievali e recentemente ristrutturato, fu ampliato a partire dal XVI secolo, periodo a cui risalgono anche il convento e il chiostro adiacenti. Dal chiostro si accede direttamente all’interno della chiesa, avvolti da storia, spiritualità e bellezza, laddove riposano i Ceri, in attesa del loro perenne risveglio.

La memoria della Terra

Tra il Monte Foce e il Monte Ingino, la Gola del Bottaccione è un libro di pietra che racconta 145 milioni di anni di storia. Qui, tra pareti rocciose e il torrente Camignano, si cela una delle più importanti sequenze geologiche al mondo, testimone di eventi epocali come l’estinzione dei dinosauri.

Una passeggiata tra natura e meravigliosi panorami

Un percorso che unisce natura e storia, tra sentieri panoramici, crinali ventosi, vallate silenziose e boschi selvaggi. Pareti rocciose e scorci medievali emergono lungo il tragitto, testimoni del passato.
Dal cuore di Gubbio si sale fino al crinale del Monte d’Ansciano, con vedute mozzafiato sulla piana eugubina. La discesa porta alla Gola del Bottaccione, custode di storia geologica, prima di rientrare in città percorrendo l’Acquedotto Medievale, con una vista privilegiata e mozzafiato su Gubbio. Il percorso è accessibile ma impegnativo, con alcuni tratti scivolosi o sconnessi. Il sole accompagna gran parte del cammino, mentre i punti di ristoro sono pochi. Un’esperienza intensa per chi vuole scoprire Gubbio in modo autentico.

SERVIZI

INOLTRE
(da non perdere)

  • Caffè di Don Matteo

  • Suonate del Campanone

  • Botte dei Canonici

  • Ovo di Mirella Bentivoglio

  • Via Capitano del Popolo

  • Via Galeotti
  • Madonna del Belvedere

  • Statua Sant’Ubaldo

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dove mangiare

Gubbio non è solo storia e panorami mozzafiato, ma anche un viaggio nel gusto tra i sapori autentici della tradizione umbra. Dai ristoranti tipici alle osterie accoglienti, dai piatti a base di tartufo alle specialità locali come la crescia e la carne alla brace, qui troverai il luogo perfetto per assaporare la vera cucina eugubina. Scopri i migliori posti dove mangiare e lasciati conquistare dai profumi e dai sapori di questa terra unica.

Via dei Consoli, 13 – Gubbio
T. 075 927 1424
officinadeisaporigubbio@gmail.com
officinadeisaporigubbio.it

Loc. Semonte – Gubbio
T. 331 3887104
info@vinisemonte.com
vinisemonte.com

Piazza 40 Martiri, 26 – Gubbio
T. 075 84 25542
ristorantecontefabiani.it

Via Cavour, 23 – Gubbio
T. 075 375 1509
info@lacresciamia.it
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Via Giovanni Ansidei, 6 – Gubbio
T. 075 927 4368
info@tavernadellupo.it
tavernadellupo.it

Ss Contessa 20 Voc. Valderchia – Gubbio
T. 075 9276422
daisidoro.com

Via dei Consoli, 37 – Gubbio
T. 075 927 3724
info@ristoranteilbargellogubbio.it
ristoranteilbargellogubbio.it

dove dormire

Che tu stia cercando un soggiorno romantico, un’esperienza immersa nella natura o il comfort di una struttura in centro, Gubbio offre un’ampia scelta di alloggi per ogni esigenza. Accoglienti hotel, caratteristici B&B e suggestivi agriturismi ti aspettano per regalarti un’esperienza autentica all’insegna del relax e della tradizione umbra. Scopri le migliori strutture e trova il posto perfetto per il tuo soggiorno.

Via Tifernate – Gubbio
T. 075 9234
info@parkhotelaicappuccini.it
www.parkhotelaicappuccini.it

Piazza Grande, 5 – Gubbio
T. 075 922 0157
info@relaisducale.com
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Via XX Settembre, 22 – Gubbio
T. 075 922 0688
info@hotelbosone.com
hotelbosone.com

Via Campo di Marte, 2 – Gubbio
T. 075 922 0234
info@hotelsanmarcogubbio.com
hotelsanmarcogubbio.com

Via Beni, 11 – Gubbio
T. 075 927 2489
info@hotelgattapone.net
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Via Campo d Marte, 9 – Gubbio
T. 075 3766 992
info@sanfrancescoeillupo.it
sanfrancescoeillupo.it

Via Mazzatinti, 12 – Gubbio
T. 075 9222 680
info@hubhotel.net
hotelportamarmorea.it

esperienze

Gubbio è una città da vivere a 360°, tra cultura, tradizioni e servizi che rendono il tuo soggiorno ancora più speciale. Dai musei che raccontano la sua storia ai servizi di mobilità per esplorarla al meglio, fino alle attività che ti faranno immergere nella sua autenticità, qui troverai tutto ciò di cui hai bisogno per un’esperienza indimenticabile.

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  • Serena / 331 3545 520

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